Come creare una scheda Google My Business

Creare una scheda Google My Business

Google My Business è un servizio gratuito che permette di creare una scheda per rendere visibile la propria attività o il proprio servizio su Google Maps.

Tramite i pannelli sarà possibile donare alla scheda un aspetto e caricare informazioni e foto. Di norma una scheda Google My Business è un buon posto per iniziare ad occuparsi di SEO Locale, considerando che le schede saranno visibili in tutte quelle ricerche in cui compare lo snippet che visualizza Google Maps e i primi risultati. Anche Google My Business ha dei segnali di qualità che migliorano il posizionamento della scheda rispetto le altre (sopratutto grazie ai clic sulla scheda e alle recensioni), ma in questo articolo ci occuperemo di come creare una scheda e iniziare a popolarla per supportare la nostra attività online.

Se hai bisogno di un supporto e devo costruire un sito, o semplicemente devi gestire le attività online, riceverai gratuitamente la creazione di una scheda Google My Business.

Creare un account Google My Business

Segui la sequenza di azioni presenti nell’elenco, per attivare un nuovo account:

  • 1. Apri un account Google associato ad una mail Gmail sul motore di ricerca o creane uno. Ad ogni account corrispondono molti servizi tra cui la mail e Google My Business.
  • 2. Vai su google.com/business e inizia la procedura per la creazione dell’account.
  • 3. Scegli il nome dell’attività o selezionalo dall’elenco, se stai creando un’altra sede della stessa attività.
Nome della scheda
  • 4. Rivendica una scheda già creata se è stata realizzata da altri. Questa finestra compare solo se ci sono schede di attività omonime già create.
  • 5. Seleziona se la sede è visitabile dai clienti o meno. L’opzione permette di segnalare se i servizi svolti dalla scheda siano usufruibili anche fuori dall’indirizzo indicato.
  • 6. Inserisci l’indirizzo, se la sede è visitabile, oppure non vedrai questa opzione.
  • 7. Seleziona se offri i servizi al di fuori della sede di cui hai fornito l’indirizzo e seleziona dove (pannello successivo).
Offrire servizi fuori dal negozio
  • 8. Seleziona una categoria commerciale che si adatta all’attività. Le categorie sono pre editate, non se ne può creare una, di conseguenza può capitare di dover cercare la categoria più vicina a quella dell’azienda, e non esattamente quella prevista.
Categoria di appartenenza del servizio My Business
  • 9. Inserisci i dettagli di contatto (numero di telefono e sito web).
  • Scegli di ricevere informazioni sui servizi Google collegati alla scheda.
  • Inserisci il destinatario per ricevere la cartolina per attivare l’account.

Come e dove ricevere la Verifica di My Business

Per verificare la presenza in loco della struttura Google offre diversi modi per completare la procedura, ma non tutti validi alla stessa maniera:

  • Da cartolina (standard)
  • Per telefono
  • Per e-mail
  • Verifica istantanea
  • Verifica in blocco

Verifica tramite cartolina

  • 1. se stai continuando la procedura di creazione della scheda di Google My Business, accedi ora e scegli l’attività che desideri verificare. Altrimenti accedi per continuare la procedura.
  • 2.  assicurati che l’indirizzo commerciale sia corretto. E’ necessario aggiungere un nome per fornire alla cartolina un mittente.
cartolina Google My business
  • 3.  fai clic sulla voce di menu “Verifica sede”. La cartolina arriva dopo dodici – venti giorni: assicurati di non modificare il nome, l’indirizzo o la categoria della tua attività commerciale prima che arrivi, pena eventuali ritardi. Non è richiesto e non è consigliato richiedere il codice più volte.
  • 4. nel campo Codice, inserire il codice di verifica a cinque cifre sulla cartolina. Fai clic su “Verifica”.

Se la tua cartolina non viene mai visualizzata, allora (e solo allora) puoi richiedere un nuovo codice accedendo e facendo clic sul banner blu “Richiedi un altro codice” nella parte superiore dello schermo.

Verifica tramite telefonica

Google consente ad alcune aziende di verificare la loro posizione per telefono. Se sei idoneo, vedrai l’opzione “Verifica per telefono” quando avvii il processo di verifica.

  • Passaggio 1:  se non hai già effettuato l’accesso a Google My Business, accedi ora e scegli l’attività che desideri verificare.
  • Passaggio 2: assicurati che il tuo numero di telefono sia corretto, quindi scegli il pulsante “Verifica”.
  • Passaggio 3:  inserisci il codice di verifica dal testo che ricevi.

Verifica tramite email

Google consente ad alcune aziende di verificare la loro posizione per telefono. Se sei idoneo, vedrai l’opzione “Verifica tramite e-mail” quando avvii il processo di verifica.

  • 1. se non hai già effettuato l’accesso a Google My Business, accedi ora e scegli l’attività che desideri verificare. (Se hai già effettuato l’accesso, sarai nel passaggio di verifica.)
  • 2.  assicurati che il tuo indirizzo e-mail sia corretto, quindi scegli “Verifica tramite e-mail”.
  • 3.  vai alla tua casella di posta, apri l’e-mail da Google My Business e fai clic sul pulsante di verifica nell’e-mail.

Verifica istantanea

Se hai già verificato la tua attività con Google Search Console (uno strumento gratuito che serve per indicizzare il sito sul motore di ricerca), potresti essere in grado di verificare immediatamente la tua email.

  • Passaggio 1:  accedi a Google My Business con lo stesso account che hai utilizzato per verificare la tua attività con Google Search Console.

Verifica bloccata

Se si utilizza più di 10 sedi per la stessa attività e sei una società di servizi o un’agenzia di gestione di sedi per più imprese potresti essere idoneo alla verifica collettiva.

  • 1.  Fai clic sul pulsante verifica presente accanto al nome dell’attività.
  • Passaggio 2:  fai clic su “crea un account gestionale
  • Passaggio 3:  compila il modulo di verifica con il nome delle attività commerciali (nonché la società madre, se applicabile), il paese o i paesi in cui operi, tutti i nomi dei contatti (ovvero tutti coloro che utilizzeranno l’account Google My Business), numero di telefono, email del responsabile aziendale (qualcuno dell’azienda che può verificare che tu sia un rappresentante di tale attività commerciale) e l’indirizzo email del gestore del tuo account Google. 
  • Passaggio 4:  inviare il modulo di verifica. Google può impiegare fino a una settimana per esaminare ed elaborare.

Inserire le informazioni nella scheda

Solo dopo la creazione dell’account, ma anche prima della sua verifica, puoi inserire le informazioni richieste per completare le sezioni della scheda visibili sul motore di ricerca.

Come potete osservare dall’immagine, una parte dei campi sono stati già completati con i dati forniti durante la creazione, ma altri rimangono da completare:

  • orari: inserisci gli orari di apertura. Nel corso dell’anno ti verranno inviate delle mail per segnalare l’apertura e lo stato dell’attività nei giorni festivi ed eventuali giorni di ferie.
  • foto della scheda: secondo i dati resi pubblici da Google, le schede ce presentano foto dell’attività attirano il 35% in più di clic rispetto le altre.
  • url appuntamenti: solitamente corrisponde alla pagina contatti del sito, ma nulla vieta di poter inserire il link ad una landing page.
  • prenotazioni: si tratta di una scheda opzionale, che compare solo per le categorie commerciali preposte. Fornisce i metodi per ricevere le prenotazioni direttamente da Google Maps.
  • servizi: il pannello permette di generare dei post statici, che presentano un titolo, una descrizione e un prezzo.
  • prodotti: scheda di nuova creazione, ricorda quella relativa ai servizi ma aggiunge la possibilità di inserire foto, fascia prezzo, e una serie di descrizioni per il singolo prodotto e per le collezioni.
  • aggiungi attributi: si tratta di tag che qualificano la scheda, ma che dipendono in parte dalla categoria commerciale.
  • informazioni dell’attività: inserisci fino a 750 caratteri per descrivere la tua attività.
  • data di apertura: pannello utile sia per indicare da quanto tempo l’attività è funzionante, sia per indicare un’eventuale apertura.
  • etichette: sono molto utili per ordinare schede Google My Business differenti.
  • numero di telefono per le estensioni di località di Google Ads: per poter utilizzare questo pannello bisogna aver collegato un account Google Ads per effettuare pubblicità.
  • Crea un annuncio: servizio di implementazione di un account Google Ads.

Gestire le recensioni

Il cuore della visibilità della scheda di Google My Business sono le recensioni. Oltre che tramite la visibilità offerta dalla scheda, ci sono modi che permettono di inviare un link personalizzato per far inserire una recensione:

Uno dei modi migliori per incoraggiare i clienti a lasciare recensioni positive è quella di  tenere attiva la pagina e rispondere alle recensioni precedenti. Di solito una scheda non gestita da il senso di trascurato e non invita il cliente a lasciare una risposta apprezzata. Ma tenendo in ordine l’account e rispondendo alle recensioni, non soli mostra al recensore originale che sei grato per il suo supporto, ma fai anche risaltare quella recensione positiva sulla tua inserzione che potrebbe influenzare le altre persone a lasciare una recensione.

Ecco una buona risposta a un cliente soddisfatto:

Grazie per avermi dato la possibilità di supportarti, [nome]! La tua azienda, [nome azienda] aveva solo bisogno che il personale ricevesse un aggiornamento sui social e sul mondo online. Mi farebbe piacere risentirti per scoprire come procede.” 

Anche in caso di recensioni negative si dovrebbe dimostrare un certo per dimostrare di prenderle sul serio la sua critica e porre rimedio. Ma assicurati di essere cortese, attaccarli servirà solo a farti perdere credibilità.

Grazie per il feedback, [nome], e mi dispiace incredibilmente che il [servizio / prodotto] non ha soddisfatto le tue aspettative. Per questo motivo sono felice di offrirti una [consulenza gratuita / rimborso parziale] e di poterti contattare per comprendere cosa secondo te non ha funzionato.

App su iOS e Android

Per permettere la gestione della scheda da mobile, è possibile scaricare un’app, presente sia su iOS store che su Google Play, che funziona perfettamente e di fatto rende marginale il bisogno di aprire la scheda da PC. L’unica pecca, risolvibile con l’utilizzo di un account Google Drive, è la difficoltà di inserire e modificare foto sui post e per i prodotti, operazione che richiede un po più di skill, sopratutto se si tratta di immagini da modificare. Stesso discorso per i video.

Google My Business su mobile
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Video editing da cellulare

Video editing su cellulare

La qualità video realizzata dai cellulari di ultima generazione permette di effettuare video editing semi-professionale, in molti casi offrendo la possibilità di riversare la prima versione in strumenti più professionali.

Lo scopo dei tools è quello di fornire un servizio veloce per tutti coloro che vogliono caricare velocemente i video sui social media. In questo articolo propongo un breve elenco di prodotti e servizi utili per iniziare a lavorare in questa maniera, senza dimenticare i servizi di conversione a strumenti più professionali.

Adobe Premiere Clip (multipiattaforma)

  • Nome: Adobe Premiere Clip
  • Piattaforma: iOS, Android, Windows, MacOS
  • Editor multitraccia: Sì
  • Esporta direttamente su YouTube: Sì
  • Supporto 4K: Sì
  • A pagamento? gratuito
Adobe Premiere Clip
Schermo di Adobe Premiere Clip

Adobe Premiere Clip è un buon servizio, molto più semplice e agevole di Premiere Pro, After Effects e Audition. Per chi vuole evitare la pesante curva di apprendimento dei tools più professionali. 

Adobe ha lanciato Premiere Clip, progettato appositamente per chiunque desideri elaborare rapidamente i video clip e caricarli direttamente su un social network.

Disponibile gratuitamente su iOS, Android e desktop, l’app è progettata per essere utilizzata da chiunque, grazie all’interfaccia semplificata con icone e pannelli di grandi dimensioni, che lo rendono particolarmente utile sugli schermi touchscreen. 

E quando inizi a usarlo, attività tipiche come l’aggiunta di video alla timeline tramite il trascinamento della selezione o il mixaggio di musica di sottofondo sono tanto intuitive da non comportare complicazioni. 

L’app offre quattro tracce video e tre audio sovrapponibili, per l’editing. Come prevedibile, le sue opzioni di esportazione sono ottimizzate per ogni piattaforma di social media di cui hai sentito parlare, tra cui Snapchat, Instagram, Facebook, Twitter e Vimeo. In alternativa, puoi semplicemente esportare il video sul tuo computer locale o salvarlo sul cloud in modo da poterlo accedere su tutti i tuoi dispositivi. 

Nel complesso, questo strumento non è potente come Premiere Pro e non sarà per niente utile per i lavori molto professionali. Ma se stai solo mettendo insieme video online relativamente brevi e semplici, avrai tutto ciò di cui hai bisogno. Nel caso in cui si volesse integrare con Creative Cloud, sarà possibile aprire il nuovo progetto Clip su Premiere Pro e modificarlo da lì.

LumaFusion (iOS)

  • Nome: LumaFusion
  • Piattaforma: iOS
  • Editor multitraccia: Sì
  • Esporta direttamente su YouTube:
  • Supporto 4K: Sì
  • A pagamento? si

LumaFusion è l’unico tool di editing di livello professionale installabile su iPhone o iPad.  

Rivolto ad un pubblico di professionisti, come giornalisti, registi in nuce e produttori di video che desiderano catturare filmati mentre sono in movimento, il tool offre sei tracce audio / video sovrapponibili, in cui inserire foto, video, titoli e grafica, oltre a sei tracce audio extra per narrazione, musica ed effetti sonori, in un’interfaccia che risulterà familiare per gli utilizzatori di Final Cut Pro

LumaFusion è ricco di funzionalità, offre supporto nativo per 4K UHD, capacità di inserimento / sovrascrittura, fotogramma chiave, correzione del colore, supporto completo per PAL a 25 fps all’esportazione, un mixer audio completo; esportazione senza perdita di dati, supporto per video verticali, strumenti avanzati per la creazione di titoli e altro ancora.

Unica nota dolente, è la mancata sincronizzazione tra i dispositivi, che non permette di iniziare a modificare sull’iPhone, per poi continuare sul tuo iPad.

KineMaster Pro (Android)

  • Nome: Kinemaster Pro
  • Piattaforma: Android
  • Editor multitraccia: Sì
  • Esporta direttamente su YouTube: Sì
  • Supporto 4K: Sì
  • A pagamento? Freemium (la versione gratuita inserisce un watermark proprietario)

KineMaster è un’app di editing video professionale, realizzata per Android. Dove viene permesso dall’hardware del cellulare, supporta l’inserimento di più livelli di video, immagini, testo e audio multitraccia, consentendo di tagliare i video e i livelli con precisione. Il tool consente di lavorare analizzando fotogramma per fotogramma, mentre i tempi dei clip audio possono essere regolati con precisione da uno specifico pannello.

KineMaster offre la sezione di anteprima per le modifiche istantanee, un controllo preciso del volume, filtri LUT a colori, controlli di velocità, modifica del chroma key e transizioni 3D. È possibile scaricare il tool gratuitamente, ma c’è bisogno di passare alla versione a pagamento per rimuovere il watermark.

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Consulente SEO o un team?

consulente seo o agenzia web?

Apparentemente, un consulente SEO svolge lo stesso lavoro di una web agency, nel suo campo specifico.

Apparentemente, appunto.

L’illusione di una sovrapposizione di ruoli sfuma velocemente, nel momento in cui analizziamo con maggior attenzione le funzioni delle due figure.

Un’agenzia svolge una funzione sociale differente dal consulente.

Il falso mito: la parcella.

Per i non addetti ai lavori la differenza principale si potrebbe riassumere come uno scarto di soldi da pagare, come se il consulente fosse automaticamente la soluzione più conveniente. Vi assicuro che esistono agenzie convenienti, così come esistono consulenze dispendiose (e viceversa). Sebbene sia palese che i costi di gestione di un ufficio / locale gravino sui prezzi dei servizi, è anche vero che l’acquisto di software specifici per la realizzazione dei progetti viene assorbita meglio da un maggior numero di progetti.

La funzione di questo articolo sarà proprio quella di fare chiarezza in merito alle funzioni dei due attori sociali.

Punti in comune

consulente seo

Per valutare la complessità del lavoro da svolgere e le richieste del cliente la parola chiave è analisi. La comprensione analitica del problema si avvale della SEO Audit come strumento di valutazione del sito (blog, e-commerce o app).

La SEO Audit è un documento che riporta lo stato tecnico (URL, sitemap, accessibilità dei crawlers), l’analisi dei competitors e il livello di accessibilità dei contenuti del sito. A partire dalla sua stesura, si può realizzare un preventivo che contenga le voci da ottimizzare.

Le differenze: l’offerta

La funzione sociale che volge una web agency è molto spesso quella di fornire un supporto di marketing digitale completo. Le aziende che si rivolgono alle agenzie tendono a terziarizzale (in economia, affidare a terzi) il reparto marketing. Questa strategia richiede che più figure compiano azioni simultaneamente, per velocizzare il processo.

Un’agenzia è un insieme di servizi, ha il grande vantaggio di poter personalizzare l’offerta. Un’agenzia gestisce e costruisce Brand.

Dall’altra parte, un consulente SEO, indipendentemente dalle esperienze acquisite, può gestire un numero limitato di progetti, all’interno dei quali può ricoprire quanti ruoli desidera, a detrimento però della specificità del suo lavoro.

A mio parere, il vero valore aggiunto di un consulente è la sua integrabilità all’interno di team aziendali, e la sua capacità di affezionarsi al progetto.

Nel primo caso si parla di integrazione in realtà strutturate, in aziende che hanno deciso di sviluppare internamente un reparto marketing, e che delegano lavori saltuari o consulenze e formazione per la crescita del personale.

Nel caso dell’affezione beninteso, non si parla di amore per il lavoro (quello si presuppone), ma della capacità di carpire i bisogni del cliente.

differenza tra un team e un consulente

Un consulente SEO può gestire meno progetti, è vero, ma avrà un rapporto diretto con l’amministratore o il responsabile dei lavori per quell’area aziendale. Questo vantaggio diminuisce il numero di informazioni perse nei vari passaggi progettuali, concentra più facilmente i bisogni del cliente in un’unica figura.

Inoltre, quando si parla di un consulente SEO, ci si riferisce solitamente a un freelance, chiamato inizialmente per offrire un lavoro una tantum, o al massimo:

“L’audit proposta dallo specialista SEO sarà in linea con la dimensione del progetto e le richieste di posizionamento dell’azienda. Il bisogno di posizionamento sui motori di ricerca marketing è aumentato insieme alla competitività del mercato e al bisogno di essere visibili.”

Quando conviene utilizzare un team?

Si tratta forse di una questione scontata, ma la richiesta di risolvere una richiesta o iniziare un progetto in un tempo ben definito e con una scadenza è un problema che richiede un team. Se il freelance risulta una soluzione ottima per il mantenimento di una situazione ottimale o la risoluzione di un problema, la creazione di piattaforme complesse è appannaggio quasi esclusivo di grandi team, composti da differenti specialisti.

Si tratta quindi, di due richieste, quella rivolta al consulente e quella rivolta a team di specialisti, opposte ma coincidenti, in quanto molto spesso un bravo consulente diventa parte del team stesso, all’occorrenza.

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Tik Tok, il social video musicale

Tik Tok, il social video

TikTok è un social media che si presenta come un’app di video per iOS e Android. La piattaforma permette la creazione e la condivisione di brevi video utilizzati per giochi di sincronizzazione labiale, commedia e manifestazione di talenti più o meno appariscenti.

L’app è stata lanciata nel 2017 da ByteDance, per il mercato globale, Cina esclusa; precedentemente l’azienda aveva lanciato Douyin per il mercato cinese (settembre 2016). Douyin venne sviluppato in 200 giorni e in meno di un anno generò 100.000 account attivi, e oltre 1 miliardo di video visualizzati ogni giorno.

Nello specifico, Tik Tok permette di:

  • creare brevi video musicali con sincronizzazione labiale, con durata variabile tra i 3 e i 15 secondi
  • video loop con una durata che varia tra i 3 e i 60 secondi.

App musicale e successo

Come piattaforma video, Tik Tok si posiziona come leader asiatico, con una leadership imbattuta anche negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. Paradossalnente, la piattaforma non è disponibile in Cina e i server utilizzati per mantenere il servizio attivo si trovano nei paesi in cui l’app ha maggiore successo.

Video Camera di Tik Tok

La vera forza del sistema è l’app mobile, che consente agli utenti di creare video di breve durata in cui mischiare immagini e aggiungere musica in background, utilizzando successivamente strumenti per inviarli ad altri utenti, applicare effetti di rallentamento o modificate tramite l’utilizzo di filtri.

Come funziona l’applicazione?

Per creare un video musicale, gli utenti possono scegliere il sottofondo musicale da una vasta gamma di generi musicali, registrando un video di 15 secondi e caricandolo sul profilo così da renderlo condivisibile anche sulle altre piattaforme social.

I generi musicali in voga sono varie tracce pop, rap, R&B, electro e DJ e servono come supporto per i suoi videoclip di 15 secondi.

Gestione della privacy

Nel caso in cui si voglia nascondere i propri video, è possibile impostare i propri account come “privati”. Il contenuto di tali account rimane fruibile per i creatori ma l’accesso rimane viene bloccato per tutti gli utenti di TikTok che non sono stati autorizzati dal titolare dei diritti.

Simile agli altri social?

Per semplificare, cercate voi le varie similitudini, gli utenti possono scegliere se qualsiasi utente o solo una parte potrà interagire con loro tramite commenti, messaggi o video “reaction” o i”duettare”. Gli utenti possono anche impostare i video come pubblici, solo amici o privati, indipendentemente dal grado di privacy dell’account.

Di conseguenza, è possibile non poter interagire con l’account creatore ma poter commentare liberamente con i suoi video.

Il formato dei video è alto, non quadrato e molto differente dalle storie di Instagram e Snapchat, e si naviga scorrendo su e giù, come accade nella sezione mobile di Facebook video, di conseguenza non esiste la possibilità di toccare o scorrere da un lato all’altro (destra / sinistra).

Account di Tik Tok
Account appena creato

La piattaforma è progettata per fornire un alto livello di supporto ai propri clienti, in linea e forse superiore a quello fornito dai social più influenti, come Facebook.

Il successo della piattaforma

TikTok è stato scaricato più di 104 milioni di volte solo dall’App Store Apple nella prima metà del 2018, (dati della sezione tech della CNBC), secondo Sensor Tower, una piattaforma di analisi locata a San Francisco. Si tratta quindi di un record, in quanto l’applicazione ha lungamente superato Facebook, YouTube e Instagram per diventare l’app iOS più scaricata del 2018.

Per tenersi in linea con i competitors, la piattaforma ha recentemente iniziato a attivare la monetizzazione dei contenuti, per guadagnare anche sugli acquisti in-app. Gli utenti possono acquistare “coin” per dare la mancia ai loro creatori preferiti sulla piattaforma. Secondo il rapporto di aprile 2019 della Sensor Tower, Tik Tok ha incassato 80 milioni di dollari dagli acquisti in-app a livello globale. Nel primo trimestre del 2019, la spesa degli utenti ha raggiunto i $ 18,9 milioni stimati a livello globale, il 222% in più rispetto alo stesso periodo dell’anno scorso.

Tiktok è disponibile in oltre 150 mercati e in 75 lingue in tutto il mondo. E non ha intenzione di fermarsi.

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Gli influencer sono utili?

Account di un influencer

Molto spesso quando si parla di influencer si usa il termine senza darne un connotato economico / commerciale, come se si trattasse di un fenomeno slegato dall’economia reale.

In realtà un influencer è un professionista in grado di influenzare con i propri post l’opinione dei propri followers. Si parla erroneamente di influencer come di una categoria categoria omogenea, quando invece i servizi offerti differiscono tra loro sia in base al numero di followers sia in base al settore (nicchia) di riferimento.

Qual è la funzione di un’influencer?

Lo scopo dell’influencer è modificare le intenzioni di acquisto del pubblico e dimostrarne l’efficacia alle aziende e ai grandi brand.

Data l’importanza comunicativa di poter accedere ad un gruppo omogeneo di persone accomunate da alcuni bisogni (potremmo infatti parlare di buyer personas), le aziende sono interessate a sfruttare l’impatto mediatico di un post dedicato ad un prodotto o ad un servizio.

Non bisogna confondere il lavoro di influencer con quello di social media marketer; se il primo si occupa di accrescere la visibilità dei propri account, il secondo lavora per aumentare l’efficacia delle pagine di uno o più clienti (propri o dell’azienda in cui lavora).

A cosa serve un Influencer?

Quali sono gli strumenti di un influencer?

Maggiore è la possibilità di comunicare con il pubblico maggiore sarà l’interesse dell’influencer per quella piattaforma. I social fanno da padrone tra i luoghi in cui impiantare un mercato comunicativo volto a vendere “post e video” acquistati precedentemente dalle aziende.

Oltre agli usuali strumenti messi a disposizione dai social ci sono dei software privati (e spesso a pagamento) che si occupano di programmare i post per semplificare il processo di caricamento contenuti.

Un esempio valido è Hootsuite, che in genere viene utilizzato dai social media managers ma che per chi utilizza più piattaforme (sopratutto per chi posta molto su LinkedIn) aiuta sicuramente nella gestione. Ma se l’influencer deve ancora studiare la propria nicchia allora un tool come hashtagify, che permette di visualizzare il trend e i numeri di ogni hashtag.

Quanti tipi di influencer ci sono?

Gli influencer si dividono in base al numero di followers con cui comunicano, e vengono chiamati:

  • Mega: con più di 1.000.000 di followers;
  • Macro: da 500.000 a 1.000.000 di followers;
  • Medium: dai 50.000 ai 500.000 followers;
  • Micro: dai 10.000 ai 50.000 followers;
  • Nano: dai 1.000 ai 10.000 followers.
Influencer sui social

Quando conviene contattare un influencer?

Quando è possibile calcolare l’engagement dei post e pagarli come se fosse advertising. In poche parole non ha senso considerare un influencer in maniera differente da un’altra forma pubblicitaria. Se è vero che le conversioni di un influencer possono essere superiori alla normale pubblicità, perché si basano sullo stretto rapporto tra il professionista e gli utenti, è anche vero che questo potrà essere verificato solo in un secondo momento.

Consiglio di iniziare con un piccolo accordo per verificare i numeri di ritorno della comunicazione per poi forfettare l’equivalente di un costo per engagement con i post di un certo tipo (es. promozione prodotti).

Perché scegliere un nano influencer?

La moda del 2019 / 2020 è quella di affidarsi a piccoli influencer che abbiano un rapporto più stretto col proprio pubblico, in modo da veicolare meglio l’idea del brand proposto o di influenzare i più scettici a provare quanto commercializzato.

Sebbene non sia una regola scritta, molti grandi comunicatori riescono comunque ad avere un rapporto con i propri followers, i numeri sembrano dare ragione ai gestori di piccole comunità di followers.

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Quanti tipi di siti web esistono?

tipi di siti web

E’ difficile per un neofita capire quanti tipi di siti web ci sono, anche perché esistono vari tipi di catalogazioni, molte delle quali basate sui linguaggi di programmazione utilizzati.

Per semplificare l’operazione, abbiamo creato una nostra classifica:

  • blog
  • siti vetrina
  • sito professionale
  • e-commerce

Cosa sono i Blog?

Il nome nasce ed è composto dalle parole “web log”. Un blog è semplicemente un giornale disponibile a tutta la comunità su Internet. L’attività di aggiornamento di un blog è chiamata blogging e qualcuno che gestisce un blog è un blogger.

Il blogging consiste nella produzione di articoli scritti e pubblicati sotto forma di notizie in ordine cronologico , la più recente in evidenza . Aggiungendo nuovi articoli si arricchisce il sito di contenuti. E questo fa appello e stuzzica i motori di ricerca!

Il blog è uno strumento che consente di sviluppare interattività sul proprio sito. Si possono esprimere la propria personalità , le idee, le competenze e le conoscenze pubblicando articoli su argomenti di cui si ha padronanza e dare voce agli utenti, invitandoli a lasciare commenti sugli articoli.
Se si risponde , anche con commenti negativi , si può creare ulteriore slancio e rendere il sito uno spazio di espressione e dibattito. Non solo il sito verrà arricchito regolarmente, ma sarà vivo!

immagine da Blog

Cosa sono i siti vetrina?

Un sito vetrina è un sito web composto da poche pagine con un design semplice che consente di avere una presenza sul web in modo rapido , può essere simile in termini di funzionalità a una brochure commerciale. L’obiettivo è presentare l’azienda, evidenziare il suo know-how, rispondere alle domande dei clienti e, naturalmente, consentire ai visitatori di contattarla direttamente.

Il sito vetrina è rivolto a tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore di attività. Come il biglietto da visita o il telefono, è uno strumento indispensabile per comunicare in modo efficace. Il web è oggi la prima fonte utilizzata dagli utenti di tutto il mondo per trovare informazioni.

Cosa sono i CMS?

I Content Management System sono dei software in grado di generare e personalizzare una struttura (blog, sito, e-commerce), attraverso l’utilizzo di pannelli e non del gretto codice, così da permettere all’utente medio di poter operare senza bisogno di un professionista.

Se da una parte questo tipo di software ha un grande successo, dall’altra limita e ad un certo punto richiede inevitabilmente il supporto di un esperto.

I CMS sono delle ottime strutture per iniziare a prendere confidenza con la realizzazione delle proprie idee online.

Siti web professionali?

Non esiste una particolare architettura del sito che rende i siti professionali, ma spesso si utilizza il termine quando si prende in considerazione un sito fortemente personalizzato.

Si può parlare dunque di blog professionali, così come di e-commerce e altro.

Sia per chi vuole aprire o per chi ha già un blog o un sito aziendale, i vantaggi di operare online con un sito professionale sono tanti :

  • essere visibili 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana,
  • creare un’e-reputation e ottenere visibilità con i propri obiettivi,
  • aumentare le vendite e il fatturato generando traffico verso il marchio o brand e contatti utili,
  • accumulare informazioni sul pubblico per comprenderlo meglio e, quindi, meglio adattare le proposte commerciali e la comunicazione,
  • offrire un miglior servizio clienti,
  • ridurre alcuni dei costi di marketing e comunicazione azzerando i budget di stampa e trasmissione
  • rendere la comunicazione un’azione pubblicitaria più mirata e ottimizzata,
  • coinvolgere i clienti e i potenziali clienti mantenendo un canale di collegamento che comunica e informa tramite le newsletters,
  • creare un’immagine specialistica nella propria area di competenza,
  • avere un e-commerce di vendita online , con tutte le transazioni online.
elementi che compongono un sito web professionale

Siti in Asp.NET o completamente personalizzati

ASP.NET è un insieme di tecnologie di sviluppo di software per il web, commercializzate dalla Microsoft. Utilizzando queste tecnologie gli sviluppatori possono realizzare siti web dinamici con tutti i linguaggi di programmazione.

E’ la soluzione utilizzata da molti governi e istituzioni finanziarie. E’ infatti un’ottima piattaforma per applicazioni Enterprise.

I siti completamente personalizzati nascono da un progetto senza nessuna limitazione sul design e sulle funzionalità, ottenendo tutto quello che si immagina pensando alle reali esigenze del proprio business.

L’obiettivo è ottenere risultati eccezionali allineati alle reali esigenze guadagnando tempo da poter dedicare al tuo business. E’ uno sviluppatore esperto che sceglie quali piattaforme , ASP.NET o OPEN SOURCE ,e quali linguaggi di programmazione sono più consoni a ottenere i risultati pianificati.

Vantaggi :

  • multilingua per chi affronta mercati esteri
  • responsive
  • facilita d’uso
  • in linea con i risultati desiderati
  • si evolvono in base alle esigenze
  • rendono la comunicazione più veloce ed efficace con i clienti
  • sono in continua crescita ed evoluzione

Cosa sono gli e-commerce?

Troverai un’esauriente descrizione di cosa siano gli e-commerce nella pagina dei servizi e-commerce.

Elenco dei tipi di siti

Cosa sono i Siti responsive?

Non si tratta di una categoria a parte, ma di una tipologia di gestione della grafica.

A causa della proliferazione di smartphone e tablet sul mercato, abbiamo una varietà di schermi diversi abbastanza ampia. Ognuno di noi naviga a seconda del luogo , orario o attività su schermi differenti che cambiano nell’arco del giorno e a seconda delle situazioni , anche se il 90% degli italiani accede più spesso a internet da mobile. Questo panorama richiede un adattamento dei formati web ai nuovi dispositivi e alla loro struttura.

Quando ascoltiamo termini come responsive website o responsive web design, cosa vuol dire esattamente? Un sito web responsive è un tipo di sito che può adattarsi a qualsiasi dispositivo o schermo in cui l’utente lo guarderà, dai più grandi computer agli smartphone . E’ un sito che si può scorrere velocemente e integralmente , senza intoppi , e le cui informazioni sono facilmente accessibili.

Il vantaggio ulteriore è che questa possibilità di accedere al sito indipendentemente dal dispositivo scelto, aumenterà il traffico web, perché Google dichiara apertamente di preferire la progettazione responsive.

I siti che diventano app

Si vuole che la propria attività sia mobile per ottenere maggiore visibilità? Si vogliono agevolare i clienti nel contattare il negozio , nel fare ordini o pagare la transazione in modo sicuro direttamente da mobile ?
Si può scegliere di trasformare il proprio sito responsive in una app nativa scaricabile da uno store per Android o IOS , che aiuterà a fidelizzare i clienti.
E sarà davvero semplice e poco costoso se si ha un sito WordPress.

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WordPress, il CMS più usato al mondo

Wordpress, il cms più famoso

WordPress è un CMS open source gratuito che gestisce il 34% dei siti presenti sul web. Per iniziare ad utilizzarlo è possibile scaricarlo dal sito o direttamente crearne uno su WordPress.

La differenza tra le due opzioni è che la prima richiede un nome dominio e uno spazio, acquistati entrambi tramite un host, la seconda è una strada più facile perché viene offerto gratuitamente un sotto dominio di wordpress ma si avranno a disposizione meno opzioni di gestione dello spazio e del codice.

Si può testare WordPress su un PC?

Esistono molte guide che spiegano come installare WordPress sullo spazio del PC, e tutte partono dall’installazione di un software per la creazione di uno spazio di sviluppo PHP, il linguaggio di programmazione di cui WordPress è composto in larga parte.

Uno dei software più famosi è XAMPP disponibile sia per Windows che per Linux. A questo punto potrai scaricare i componenti ufficiali (li trovi sempre sul sito del tool) per installare un sito di prova e testare plugin e temi grafici.

Per quanto riguarda i siti sviluppati sul dominio WordPress, sarà sempre possibile acquistare un altro spazio o puntare i lavori creati su un altro dominio.

logo wordpress

Perché WordPress così facile da utilizzare?

WordPress, come tutti i CMS, permette di creare pagine ed articoli senza bisogno di conoscere il codice. Tramite i pannelli

Ogni sito WordPress, o Woocommerce, l’estensione ufficiale per trasformare un sito in un e-commerce, è composto da una sezione visibile al pubblico, o front-end, e una visione privata, o back-end, in cui è possibile modificare le pagine o crearne di nuove.

Nel back end le voci del menu aprono dei sotto menu che permettono di visualizzare opzioni per gestire alcuni aspetti del sito.

Le voci sono ben ordinate e una volta presa la mano è semplice districarsi:

  • Home e Aggiornamenti: si tratta di aree preposte alle news e all’aggiornamento di temi grafici e plugin.
  • Articoli: si tratta degli articoli del blog, organizzati in categorie e tramite tag (da usare come specifica del tema trattato). Il sistema di scrittura è semplice e non richiede conoscenza di CSS o HTML.
  • Media: documenti (pdf e altri), video e fotografie, caricabili dal tuo PC all’installazione WordPress con un semplice clic.
  • Commenti: si tratta dei commenti lasciati sugli articoli, da moderare, modificare o cancellare.
  • Aspetto: tramite questa sezione puoi modificare il tema grafico in uso, cambiarlo in favore di altri, modificare il codice di cui è composto per rimuovere / aggiungere funzioni.
  • Plugin: come dice il nome stesso puoi aggiungere e rimuovere plugin, attivarli o disattivarli, modificarne il codice.
  • Utenti: un sito WordPress ha almeno un account amministratore, ma è possibile includere un numero illimitato di utenti, ognuno dei quali con le proprie limitazioni di accesso alle funzioni del sito.
  • Strumenti: si tratta di un pannello il cui nome è parzialmente attinente (molte degli strumenti base del sito si trovano in impostazioni) ed è preposto all’esportazione / importazione dei dati della piattaforma.
  • Impostazioni: i sotto-menu sono tanti e spesso i plugin ne aggiungono di altri. La funzione di questa voce è quella di razionalizzare le impostazioni generali del sito (gestione dei permalink, della privacy, delle opzioni di scrittura e lettura del sito).
  • Altri: come avete visto non ho citato molte voci del menu, che però non sono presenti in tutte le installazioni. Plugin e temi grafici aggiungono delle loro sezioni, per gestire velocemente alcune opzioni messe a disposizione dell’utente.

Cosa sono i temi grafici?

I temi grafici sono dei software che si prendono cura delle opzioni relative alla grafica del front-end.

Esistono diverse categorie di temi, a seconda che siano pre-costruiti, builder o framework. La differenza tra queste categorie è il tempo e le conoscenze richieste per operare:

I temi grafici pre-costruiti non hanno bisogno (e non permettono) grandi variazioni nella pagina ma non richiedono conoscenze del codice.

I builder sono dei temi grafici flessibili, che supportano il creatore del sito tramite pannelli ed elementi pre-costruiti, che permettono di utilizzare CSS o HTML sono per risolvere quei problemi non gestiti dai pannelli.

I framework invece sono quella categoria di temi sicuramente meno intuitivi, che rispettano la semantica del codice e richiedono una conoscenza maggiore di HTML e CSS.

E i plugin?

I plugin sono delle sotto funzioni di WordPress, che ne ampliano l’usabilità. Esistono plugin che introducono nuove opzioni e altri che migliorano la qualità del codice o della navigazione dell’utente.

Un plugin è composto da una base di PHP necessario per comunicare con il Core del CMS, e le funzioni inserite in specifici file, la cui architettura può variare ma esistono delle regole di costruzione da rispettare.

Per chi avesse una buona conoscenza di codice e avesse intenzione di trasformarlo in un plugin, vi consiglio di utilizzare un progetto open source, Boilerplate, un generatore di plugin.

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CMS più famosi

CMS o Content management system

Un Content Management System ( o CMS) è un software creato per realizzare contenuti web senza conoscere i linguaggi di programmazione, tramite un’interfaccia grafica e un back-end privato.

Tipi di Content Management System

Esistono tre tipi di software CMS: open source, proprietario e Software-as-a-Service (SaaS), che comprendono le soluzioni cloud.

Open source

Prevede il download gratuito (almeno inizialmente) del software. Non ci sono costi di aggiornamento o contratti, ma alcuni open source offrono dei servizi terzi a pagamento, come:

  • assistenza tecnica durante installazione e configurazione;
  • personalizzare il software;
  • plugin.

È possibile installare e gestire gli open source su un server, ma la maggior parte di questi CMS devono essere configurati e personalizzati da un esperto per poter risultare tecnicamente performanti.

Tra i CMS open source più famosi ci sono:

  • WordPress
  • Joomla
  • Drupal
  • Magento (e-commerce)
  • PrestaShop (e-commerce)

CMS proprietari

I content management system proprietari sono realizzati e gestiti da un’azienda privata. Per usare questo servizio solitamente si paga un canone e in alcuni casi un aggiuntivo canone mensile o annuale per aggiornare il software o per avere accesso al supporto tecnico.

In molti casi le soluzioni offerte sono sufficientemente personalizzate, abbastanza da dover richiedere una formazione specifica per chi utilizza il sistema. Il vantaggio della customizzazione gestita da terzi a volte viene pagata sotto forma di una mancata scalabilità nell’apprendimento del software.

L’esempio più famoso di CMS proprietario probabilmente è Shopify, seguito da Microsoft Share Point.

Tipi di CMS

CMS SaaS

Le soluzioni SaaS (Software as a Service) nascono per offrire un software che si comporti come un servizio, che non richieda ossia i tempi e le abilità di apprendimento nell’utilizzo. In cambio di questo vantaggio, l’azienda che eroga il servizio offre il CMS come dietro un abbonamento che può comprendere la gestione dei contenuti Web, l’hosting e il supporto tecnico. 

Si tratta di soluzioni virtuali ospitate nel cloud e basate su un modello di abbonamento basato sul numero di siti o utenti.

Esistono due tipi di sistemi di gestione dei contenuti cloud:

  • Il servizio “all in cloud” rappresentati da sistemi proprietari sotto il controllo di un fornitore, che decide quanto accesso fornire all’acquirente, di cui però dovrà naturalmente (magari dietro pagamento) soddisfare le esigenze.
  • Il ‘Cloud parziale’ in cui il software viene fornito ma installato sul proprio server Web. In genere queste opzioni permettono di installare moduli aggiuntivi o di modificare il codice sorgente.

Il vantaggio dei servizi in cloud (o SaaS) CMS è che offre alle piccole e medie imprese servizi dai costi bassi, in cui il fornitore è tenuto (per il suo guadagno) a fornire aggiornamenti, è facilmente accessibile da ogni computer e comprende pacchetti e offerte scalabili, per rispondere alle esigenze di clienti differenti.

Elenco dei CMS più famosi

Dopo aver scoperto cosa sono i CMS e come funzionano, è il caso di indicare i 5 CMS più famosi.

Elenco dei CMS più famosi

Senza dubbio si tratta di una lotta impari tra i diversi software, in quanto il vincitore stacca gli altri contendenti di diverse misure.

WordPress

Abbiamo dedicato un intero articolo a WordPress, che vi consiglio di consultare. Rispetto agli altri sistema di gestione dei contenuti fornisce il 60% delle soluzioni richieste dal mercato, coprendo il 34% del fabbisogno mondiale per quanto riguarda la realizzazione di siti.

Joomla

Sulla falsariga di WordPress in quanto ad usabilità, sebbene fornito di una community meno folta e di conseguenza di un parco plugin più ridotto, sebbene contenga tutto ciò che è veramente essenziale, Joomla brilla per l’ottima libreria dedicata a chi volesse approfondire il codice di questo software open source derivante da Mambo.

La personalizzazione del sito avviene tramite l’utilizzo e la modifica di plugin, moduli e componenti la cui funzionalità viene in parte neutralizzata dalla gestione farraginosa delle voci del back-end.

Dalla versione Joomla 3.7 alcuni dei vecchi problemi sono stati risolti, tanto che a lungo si è parlato di un ritorno in pista del software: le novità riguardavano principalmente la gestione dei contenuti multilingua e il restyling del media manager, dei pannelli di generazione dei contenuti e condivisione del TAB tra lato amministratore e lato sito.

L’importazione di articoli da un sito a un altro non è facile come con WordPress. Ci sono estensioni per questo, come J2XML, ma la migrazione da una versione alla successiva può essere problematica.

Joomla pubblica regolarmente nuovi aggiornamenti ma questi interrompono molte estensioni e la migrazione da versioni precedenti non è un compito facile, soprattutto quando hai una configurazione che tiene conto di differenti plugin.

joomla è un CMS

Drupal

Nonostante nasca come una soluzione realizzata per sopperire ai bisogni degli studenti, Drupal riesce a funzionare al meglio all’interno di ogni progetto che ruoti intorno ad una community. Laspecializzazione del software è la realizzazione di piattaforme di Social Publishing, grazie alle 1100 tipologie di distribuzioni adatte a ogni tipo di soluzione.

Sebbene sia fortemente personalizzabile, la forza di Drupal consiste nel fornire dei setup compilati, che fanno risparmiare notevolmente tempo ai neofiti. Ottima anche la gestione della sicurezza dei dati.

Se si parla invece di progettazione da codice, i metodi utilizzati risultano obsoleti e la mancata retro-compatibilità con le versioni precedenti risulta demoralizzante per chi volesse completare un software di supporto.

Drupal ha sicuramente molti punti di forza unici, che lo rendono indubbiamente un CMS valido, sopratutto per tutti coloro che pensano di gestire un progetto con domini multipli.

logo di drupal

Magento

Magento è la piattaforma CMS di e-commerce più complessa e più performante esistente; è installato nel 20% degli e-commerce online.

Magento è disponibile come download: è possibile scaricarlo dal sito Web ufficiale e installarlo sul proprio server gratuitamente, o lavorarci come servizio hosted; in questo caso non è necessario installare nulla, ma il prezzo è alto.

Il CMS è tanto avanzato quanto complicato da configurare senza un professionista specializzato da renderlo senza dubbio un CMS Premium. Per piccoli commerci elettronico non è il caso di utilizzare una soluzione tanto difficile da gestire, ve ne sono di più ottimali.

Inoltre ottimizzato per funzionare con migliaia di prodotti, tonnellate di traffico e un gran numero di vendite, ma la versione Enterprise è molto più costosa e per ottenere informazioni sul prezzo è necessario compilare un modulo di contatto per ricevere un preventivo che oscilla da $ 15.000 a più di $ 50.000 all’anno.

Magento non offre un design personalizzato per l’e-commerce, per il quale bisogna cercare servizi di terza parte, come quelli presenti nel catalogo su Magento Connect o cercare su ThemeForest e acquistare un tema Premium.

Mettendo da parte tutte le difficoltà tecniche dell’installazione, Magento è facile da utilizzare. La dashboard principale è facile da comprendere, e le sezioni sono ben organizzate.

Logo di Magento, un CMS dedicato all'ecommerce

Shopify

Shopify è un’applicazione web che consente di creare un e-commerce. Offre un gran numero di template grafici che possono essere personalizzati per soddisfare le esigenze di chi vuole vendere beni fisici o digitali. 

Una delle idee principali alla base di Shopify è che gli utenti privi di competenze tecniche o di progettazione possano creare un negozio senza il coinvolgimento di un’agenzia di progettazione o sviluppatore web; tuttavia, le persone che hanno familiarità con HTML e CSS saranno liete di scoprire che Shopify ti consente di modificare entrambi, dandoti molto controllo sulla progettazione dei modelli.

Poiché Shopify è una soluzione SaaS, non bisogna acquistare spazi web o installare software; in più si può personalizzare un negozio attraverso l’aggiunta di app, simili ai plugin di WordPress. Bisogna però ricordarsi che uno in Saas non lo si possiede, il pagamento serve solo per utilizzare il software.

Logo di Shopify

Grav

Pur non essendo tra i più famosi, Grav vanta l’indiscutibile vantaggio (o svantaggio) di funzionare senza il bisogno di un database e di mettere a disposizione tutto il codice direttamente su Github! Grav è una soluzione molto veloce, estendibile tramite l’utilizzo delle API pensate appositamente per moltiplicare le opportunità di sviluppo offerte dalla piattaforma.

Il bundle contentente Grav e Admin include una dashboard che consente di gestire il sito e creare nuove pagine senza dover modificare manualmente alcun file. La sezione Configurazione contiene centinaia di impostazioni, alcune delle quali sono organizzate senza un comprensibile nesso logico e sono prive di spiegazioni.

Ma il vero problema di Grav è nel catalogo multimediale; non avendo un database, non esiste nemmeno la possibilità di gestire la posizione di alcuni file multimediali o qualsiasi altro elemento si dovesse aggiungere ad una pagina o ad un post.

Grav ha un repository di temi grafici integrato disponibile direttamente dalla dashboard.

Dashboard di Grav
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