Copywriting per i social media

Difficilmente un social media marketer pensa e si percepisce come un copywriter, e di conseguenza il copywriting per i social media sembra quasi non esistere.

In questo articolo approfondiremo metodi creativi di copywriting applicati ai social, avendo ben presente che il nostro intento è quello di convertire.

Il punto più importante di questo lavoro è saper creare delle didascalie, dei testi brevi funzionali. Questo significa generare dei contenuti di facile fruizione, di per sé molto differenti dai testi presenti nelle mail o in altre forme di copywriting.

Crea un copy centrato sugli obiettivi

Per chi non lavora in questo campo potrebbe sembrare strano, ma non si può copiare una vecchia didascalia e applicarla a nuovi contenuti social e pensare che funzioni.

Ogni volta che crei un post hai bisogno di un obiettivo, anche se all’inizio quest’ultimo potrebbe essere poco specifico, devi crearne uno per avere un focus su ciò che vuoi ottenere. 

Per essere certi che ci sia un obiettivo dietro la creazione di un contenuto, basta effettuare un check utilizzando le voci presenti di seguito per capire se stai portando avanti le tue azioni perseguendo un fine:

  • Aumentare l’awareness del brand.
  • Creare il tuo modello di comunicazione per i social. Si tratta dello stile comunicativo, del linguaggio che hai deciso di adottare per avvicinarti al tuo target.
  • Indirizzare i followers al tuo store o ad una pagina di prodotto specifica.
  • Ottenere più followers e maggiore influenza in un settore specifico.
Copywriting per i social media
Copywriting per i social media

Gli aspetti da considerare

Per migliorare la resa del proprio lavoro è necessario catalogare le variabili con cui ci si confronta ogni giorno per ordinarle. Per farla breve, è necessario comprendere quando effettuare un’operazione e èerché si compie.

Anche in questo caso aver ben chiaro quali sono i parametri entro cui ci si muove semplifica molto il lavoro:

  • Tipi di contenuti: la creazione di contenuti è determinato dall’audience da raggiungere. Una buona combinazione di contenuto in target e comunicazione direzionata verso i valori del brand possono spostare sistematicamente una parte dell’utenza dai propri valori ai valori condivisi (e condivisibili) del marchio.
  • Dimensioni dei contenuti e delle immagini: si tratta di un problema accessorio al primo, ma che si concentra sul condensare le informazioni e la call to action da mostrare all’utenza.
  • Orari di pubblicazione: gli strumenti di monitoraggio delle pagine social permettono di controllare qual’è l’orario più popolato dai propri followers. Conoscere questa informazione aiuta a massimizzare l’engagement della propria comunità.
  • Frequenza di pubblicazione: in generale dipende dall’età e dalle abitudini del proprio target, oltre che dal social di riferimento.
  • Ritorno di investimento: il ROI manifesta la capacità di finalizzare le campagne trasformando le azioni in denaro. Non tutte le campagne puntano direttamente ad una conversione monetaria, ma in generale sebbene possano esserci dei parametri intermedi, l’azienda dovrà avere in termi più o meno lunghi un ritorno monetario, anche se non proveniente direttamente dai social network.

Usa i tuoi contenuti come call to action

In un post, molti marchi falliscono quando si tratta di rendere un testo complementare all’immagine, solitamente di grande qualità.

Se la conversione in visibilità / denaro è il fine ultimo, l’engagemnent è un’opportunità per interagire con il pubblico e avvicinarsi ad esso.

L’importante è fornire un’opportunità per rispondere ai tuoi contenuti; devi trovare un modo per renderli partecipi.

Di norma includere una call to action è un modo per stimolare l’interesse delle persone, per invitarli a compiere un’azione appunto.

Non forzare la vendita

Vale sempre la pena essere discreti quando si tratta di vendita sui social.

A parte i marchi di grandi dimensioni, molto raramente gli operatori di marketing prova a spingere direttamente i prodotti.

Un caso differente è quello degli influencer che convertono la loro visibilità con l’associazione della propria immagina a quella di un prodotto o di un brand. In questi casi il discorso fatto poc’anzi è sempre valido ma prende i connotati di una disamina sulla capacità dell’influencer di essere contemporaneamente un intrattenitore

Vendere sempre non significa vendere di più. Un esempio delle vendite non forzate si trovano su tutti i media, basti pensare alla vecchia campagna della RAI effettuata per rilanciare RAI Play tramite lo showman Fiorello.

Utilizza le domande nei tuoi post

Stai cercando un modo per incoraggiare un maggiore coinvolgimento sui tuoi contenuti?

Fai una domanda.

Fare domande è uno dei modi più semplici per ottenere una risposta dalle persone con il minimo sforzo, ed è anche un ottimo intercalare all’interno di campagne di tutti i tipi.

Le domande attingono alla naturale curiosità delle persone e sono un’opportunità per i follower di mostrare ciò che sanno.

Ad esempio, un titolo o un’anteprima basata su una domanda potrebbero parlare di un pain, un punto dolente o un argomento particolarmente presente nella mente dei tuoi lettori.

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