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Come trasformare il tuo sito web in un’app (TWA)

Le TWA o Trusted Web Activities permettono di trasformare qualsiasi tipo di sito in un’app Android buona per essere caricata su Google Store. In questo articolo mi concentrerò sulla trasformazione di un sito WordPress.

Per quale motivo? Perché il 30% dei siti mondiali sono realizzati con WordPress, senza contare che l’incidenza del CMS sulle fasce di utenza che iniziano a creare dei siti online è ancora più alta.

Come realizzare l’app del sito?

Ci sono molti modi per arrivare allo stesso risultato, ossia permettere di installare su Google Store e di conseguenza sui cellulari la versione app di un sito web, ma tutti hanno in comune i seguenti passaggi:

Oltre a queste accortezze, c’è da capire quale dei seguenti metodi scegliere nei primi step di costruzione dell’app:

Che cos’è una TWA?

Una TWA è per certi versi l’evoluzione di una Progressive Web App, con la differenza che oltre a richiederne i requisiti (in comune) si occupa di fornire un metodo sicuro di invio dei dati del sito in modo tale da mostrarli anche tramite un’app scaricabile dallo store.

Metodo automatico

Inserisci l’URL del sito su https://appmaker.xyz/pwa-to-apk/ e scarica l’applicativo terminato. A questo punto bisogna integrare il codice fornito dalla scheda dell’app nel file che bisogna inserire nella directory .well-known.

In questo caso si utilizza un metodo simile a quello delle PWA ma integrato fino a permettere alla TWA di essere integrata su Google Play.

Metodo tradizionaleTWA

Si tratta di scaricare da GitHub il codice da aprire su Android Studio e modificare i campi relativi alla URL e al codice di sicurezza. Da questo punto di vista l’unica differenza con il metodo utilizzato precedentemente è la necessità di scaricare il software e di operare (anche se in maniera davvero semplice) le modifiche via codice.

Operare su Google Play

Quest’ultimo passaggio richiede solo la compilazione dei campi richiesti per la creazione della App, la scelta di un nome e segnalare chi è l’autore, per poi compilare i campi relativi alla presenza di una pagina della privacy, le restrizioni sugli argomenti e sulla censura, e tutto ciò che può servire (icone e immagini comprese) per mettere online il prodotto finito.